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Pinyin, romaji o AFI: che cosa dice la riga sotto la parola

Sotto una parola cinese, giapponese o coreana possono comparire due o tre modi di scrivere lo stesso suono, e ognuno risponde a una domanda diversa. A che cosa serve ciascuno e quando puoi farne a meno.

· 4 min di lettura
Pinyin, romaji o AFI: che cosa dice la riga sotto la parola

In Mullawo, sotto una parola giapponese possono comparire fino a tre elementi in fila: みず mizu [mˈizɯᵝ]. Sotto una parola cinese ce ne sono due: 橙色 chéngsè e una trascrizione tra parentesi quadre. A prima vista sembra la stessa informazione ripetuta in tre modi. Invece no, e capire che cos'è ciascuna ti evita parecchia confusione nei primi mesi.

Ognuna risponde alla sua domanda

L'AFI ti dice come suona. Tra parentesi quadre trovi l'Alfabeto Fonetico Internazionale, che assegna un simbolo a ogni suono e usa gli stessi simboli per tutte le lingue. Delle tre è l'unica che cerca di descrivere il suono in quanto tale, e non un modo di scriverlo. Tutte le lingue di Mullawo che hanno una trascrizione ce l'hanno in AFI.

La romanizzazione ti dice come si digita e come si insegna. Per cinese, giapponese e coreano Mullawo aggiunge la grafia latina standard adottata dalla lingua stessa:

  • Cinese: pinyin, con i segni dei toni: 橙色 chéngsè (arancione).
  • Giapponese: romaji: オレンジ色 orenji-iro.
  • Coreano: Romanizzazione Riveduta, il sistema ufficiale della Corea del Sud: 주황색 juhwangsaek.

È quella che usi per scrivere con la tastiera del telefono, quella dei manuali, quella che leggi su cartelli e mappe. Si tratta però di un'ortografia, non di una descrizione del suono: né la zh del pinyin né la eo coreana si leggono come si aspetterebbe chi è abituato all'italiano.

La lettura ti dice com'è la parola nella sua scrittura fonetica. Questo vale solo per il giapponese: accanto a una parola scritta in kanji compare la sua lettura in kana, 水 → みず, オレンジ色 → オレンジいろ. È ciò che un giapponese sente nella testa leggendola e, a differenza del romaji, è giapponese.

Perché ognuna ha il suo posto

Prima stavano tutte nello stesso campo, e nello stesso punto della carta poteva comparire l'una o l'altra. Per chi studia è fonte di confusione: mizu indica come suona la parola o come si scrive? E [mˈizɯᵝ] è un'altra parola?

Per questo adesso ciascuna ha una posizione fissa sulla riga, sempre nello stesso ordine: lettura, romanizzazione, AFI. Tutto resta su un'unica riga, così la parola non si sposta quando giri la carta.

Quale leggere

Per il cinese, il pinyin, e i toni presi sul serio. I segni dei toni non sono un abbellimento: mā, má, mǎ e mà sono quattro sillabe distinte, e se sbagli il tono dici un'altra parola oppure niente. Leggi il pinyin con i suoi segni, ripeti la parola insieme all'altoparlante e considera il tono parte dell'ortografia. L'AFI ti torna utile quando un suono non ti convince (la differenza tra zh, j e z, per esempio), ma lo strumento di tutti i giorni resta il pinyin.

Per il giapponese, i kana, e il romaji da abbandonare presto. Il romaji è la scorciatoia più rapida per la prima settimana e la strada più lenta per tutto il primo anno. Hiragana e katakana messi insieme fanno un centinaio di segni, e sono la scrittura con cui il giapponese si scrive davvero. Quando li saprai leggere, ti basterà la lettura posta sopra il kanji, e il romaji diventerà solo un disturbo.

Per il coreano, addio romanizzazione appena leggi l'hangul. Basta una settimana, non un anno (lo spieghiamo in come funziona l'hangul). Da quel momento la Romanizzazione Riveduta non fa che intralciare, perché l'hangul rende il coreano con una precisione che le lettere latine non possono raggiungere.

Per tutte le altre lingue, AFI nel dubbio e altoparlante sempre. In spagnolo o in georgiano l'ortografia ti dice già quasi tutto sulla pronuncia. In inglese, francese o portoghese non è così, e l'AFI è l'unica guida affidabile su come vanno lette le lettere in quella parola precisa. Ma nessuna trascrizione vale quanto l'ascolto: tocca l'altoparlante, e toccalo due volte se vuoi sentire la parola al rallentatore.

Come nasconderla

L'intera riga dipende da un solo interruttore nelle Impostazioni, Mostra trascrizione. Spegnilo quando la scrittura basta a se stessa: dopo la prima settimana di hangul, quando i kana ti vengono in automatico o quando ti accorgi che stai leggendo le lettere latine anziché la parola. Puoi sempre riaccenderlo quando cominci una lingua nuova.

Il cinese fa storia a sé. I caratteri non dicono come si pronunciano, quindi non arriverà mai il giorno in cui la scrittura, da sola, ti spiega come si legge una parola mai vista. Tieni la riga accesa finché continui a incontrare parole nuove.

In pratica

  1. Nelle prime settimane, leggi la riga. È un ponte, e i ponti servono ad arrivare dall'altra parte.
  2. Impara la scrittura che la lingua usa davvero, che siano i kana o l'hangul, e smetti di appoggiarti alla romanizzazione appena puoi.
  3. In cinese non rinunciare mai ai segni dei toni: sono l'unica parte del pinyin di cui non si può fare a meno.

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